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Restauro del dipinto su tela raffigurante l' "Annunciazione"
 

Lavoro: restauro dipinti
Committenza: Parrocchia "Santi Quirico e Giulitta"
Direzione: Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Piemonte
Tipologia dell'opera
: olio su tela
Oggetto: "Annunciazione"
Ubicazione: Castelnuovo Bormida (AL)
Dimensione: larghezza 1,35 m. altezza 1,90 m.
Autore: Domenico Bocciardo (Finale 1686 - Genova 1746)
Datazione: dopo 1740
Supporto: tela
Bibliografia: Carla Enrica Spantigati (a cura di) "1996 Restauri in Piemonte" Torino, 1997, pag. 92)


STATO DI CONSERVAZIONE DELL' OPERA

Il telaio di tipo fisso si presentava in pessimo stato di conservazione a causa di un attacco di insetti xilofagi che ne avevano compromesso la solidità.
La tela, a trama larga di medio spessore, era in discreto stato di conservazione ad eccezione della parte inferiore dove mancava in parte ed era lacerata in corrispondenza della rottura del telaio. Inoltre presentava deformazioni dovute all'errato ritensionamento sul telaio.
Lo strato pittorico costituito da una preparazione a "mestica oleosa" pigmentata rosso bruna e dal colore ad olio, era in discreto stato di conservazione. Presentava abrasioni in corrispondenza della tovaglia verde di sinistra e sul fondo dietro la figura della Madonna dove si intravedeva la preparazione. Molto evidente era la "craquelure" sulla porzione di tela della centina e in corrispondenza dell'Angelo in alto a sinistra. Presentava inoltre l'impronta del telaio sia nella posizione originale che in quella assunta dopo il ritensionamento del dipinto risalente ad un vecchio intervento di manutenzione di cui non rimaneva memoria storica. Molto evidente era anche l'impronta della tela che interessava tutta la superficie. In corrispondenza della porzione superiore erano evidenti estese perdite di materia originale. La pittura era appiattita nei volumi e fortemente offuscata da un consistente deposito di polvere e nerofumo e da una vernice non originale ossidata. Quest'ultima era stata applicata in strato non omogeneo e presentava colature di un certo spessore (Fig.1, Fig.2).

Fig. 1: Dipinto raffigurante "Annunciazione", totale prima del restauro. Fig. 7: Dipinto raffigurante "Annunciazione", generale dopo il restauro.

Fig. 2: Dipinto raffigurante "Annunciazione", particolare prima del restauro. Fig. 8: Dipinto raffigurante "Annunciazione", particolare della Madonna dopo il restauro.

RESTAURI PRECEDENTI
Non vi è memoria di precedenti interventi di manutenzione.
La porzione di dipinto che è stata in gran parte manomessa è quella che si trova in corrispondenza della porzione sommitale. Sul verso del dipinto era evidente già ad un primo esame visivo, una estesa ridipintura ad olio eseguita in modo grossolano sia sulla tela che sul colore originale (Fig.3). Inoltre, probabilmente nel tentativo di arrestare le perdite di colore e preparazione, era stato steso a spatola dal retro un consistente strato di stucco. Quest'ultimo, debordava, attraverso la trama del tessuto in corrispondenza delle cadute e dei sollevamenti di colore e preparazione fino a raggiungere il verso del dipinto.
In corrispondenza del braccio sollevato dell'Arcangelo, a causa di una sostanza applicata dal retro, il colore era sollevato in "scodelline" evidenti ed interessato da cadute di colore. Sempre sul retro nella porzione della centina, era stata applicata con colla di farina una tela a trama fitta che aveva gravemente danneggiato la zona creando contrazioni della tela ed estese cadute di colore. In corrispondenza di tale intervento sul verso del dipinto erano evidenti consistenti ed estese ridipinture eseguite con colori ad olio. Va aggiunto infine che un antico intervento di smontaggio e rimontaggio sul telaio eseguito in maniera errata aveva causato il formarsi di una seconda impronta del telaio sul colore e una deformazione della tela nella parte inferiore.

Fig. 3: Dipinto raffigurante "Annunciazione", particolare della porzione interessata da estesi rifacimenti, prima del restauro. Fig. 9: Dipinto raffigurante "Annunciazione", porzione del dipinto centinata, dopo il restauro.

MODALITA' DELL' INTERVENTO DI RESTAURO
Considerando la discreta adesione del colore al supporto, la prima operazione che è stata eseguita è quella della pulitura che si è svolta in differenti fasi.
In primo luogo è stato rimosso lo strato molto spesso di sporco grasso e polvere. Con questa prima blanda pulitura si sono meglio evidenziate sia le ridipinture ad olio che la vernice da rimuovere .
Prima di procedere con il consolidamento e la successiva rintelatura "a pasta" si è optato per la rimozione degli strati sovrammessi al colore originale per evitare che questi, in fase di rintelatura, potessero lasciare la loro impronta irreversibile sulla superficie pittorica. La rimozione delle estese e consistenti ridipinture è avvenuta tramite l'ausilio di bisturi dopo aver ammorbidito con solvente la sostanza da rimuovere. Lo strato assottigliato è stato quindi rimosso con tampone a solvente. L'ultima fase di pulitura ha interessato la rimozione della vernice alterata che, per evitare squilibri cromatici, non è stata rimossa nella sua totalità ma assottigliata con l'ausilio di solvente in soluzione addensata. Tutta la fase di rimozione è stata eseguita sia a luce diffusa che con l'ausilio di lampade U.V. per meglio evidenziare i diversi spessori dello strato di vernice.
L'operazione successiva è stata la velinatura con carta giapponese, finalizzata alla pulizia del retro e soprattutto alla rimozione delle stuccature senza danneggiare l'originale.
Il dipinto è stato poi smontato dal suo telaio. Questa operazione ha portato alla luce strisce di carta incollate con colla forte lungo tutto il bordo del dipinto celato dal telaio. Tali strisce avevano creato trazioni sul retro della tela ben visibili anche sul verso del dipinto. Poiché si trattava di frammenti di lettere, una delle quali riportava la datazione "Finale 6 luglio 1740", si è deciso di rimuoverli cercando di mantenerli il più possibile intatti (Fig.5).

Fig. 5: Dipinto raffigurante "Annunciazione", particolare del retro del dipinto durante il restauro. Frammento di lettera a rinforzo dei bordi del dipinto.

razie a tali lettere è stato possibile attribuire e datare con una certa precisione l'opera, fino ad ora di esecuzione incerta. Gli studi condotti in questa occasione hanno individuato in Domenico Bocciardo l'autore (pittore ligure di estrazione marattesca, attivo soprattutto nella Riviera di Ponente). Da un frammento di lettera utilizzato come rinforzo, firmato da Nicolò Bocciardo e indirizzato al fratello da Finale, è stato possibile l'inserimento dell'opera nella produzione tarda (post 1740) dell'artista.
Successivamente sono state rimosse dal retro le stuccature e la tela incollata nella porzione superiore (Fig.6).

Fig. 6: Dipinto raffigurante "Annunciazione", retro della tela durante il restauro..


Dopo la pulitura del retro e la fase di consolidamento, nella parte inferiore del dipinto e in corrispondenza di piccoli fori si sono inseriti intarsi di tela simile all'originale per ridare continuità al supporto.
La rintelatura a "pasta alla fiorentina" si è resa necessaria sia perché la tela originale non era più in grado di sostenere il colore e la preparazione, sia per permettere il miglioramento di superficie con apporto di umidità (Fig.4).

Fig. 4: Dipinto raffigurante "Annunciazione", durante il restauro in fase di rintelatura.


Il dipinto è stato poi ritensionato su un nuovo telaio ad espansione e successivamente stuccato nelle lacune.
La continuità dell'immagine è stata ristabilita attraverso la reintegrazione delle lacune della pellicola pittorica con basi a tempera finite a velatura con colori a vernice.
Il dipinto è stato protetto infine da un sottile film di vernice applicata a pennello (fig.7, Fig.8, Fig.9).


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