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Lavoro:
restauro dipinti
Committenza: Parrocchia di San Giovanni Battista
Direzione: Soprintendenza per i Beni Architettonici
e per il Paesaggio di Bologna
Tipologia dell'opera: pittura murale
Ubicazione: Comune di San Giovanni in Persiceto
(BO)
Autore: Baldi e Guardassoni
Datazione: Tra il 1880 e il 1885
Supporto: muratura e cannicciato
CENNI STORICI
La
Collegiata di San Giovanni Battista sorge, molto probabilmente,
sopra i resti di una Chiesa più antica: l'attuale
edificio a croce latina, fu edificato nella seconda
metà del XVII sec. su disegno dell'Architetto
bolognese Paolo Maria Canali. L'apertura ufficiale avvenne
il 26 Ottobre 1698 con la benedizione da parte di Mons.
Felice Angelo Marsigli.
L'interno, a navata unica, è in stile barocco
e le decorazioni alle pareti furono eseguite tra il
1880 e il 1882 dal Baldi e dal Guardassoni. La data
di ultimazione, secondo un ritrovamento emerso nel corso
del presente restauro, potrebbe essere spostata al 1885:
nel catino del presbiterio è stata infatti individuata
la firma di uno degli autori con la probabile datazione
di conclusione dell'opera. Va aggiunto che tale scritta
"Baldi di Verona pins. tutto da se l'anno 1885",
nella parte iniziale presenta una evidente cancellatura,
si tratta con ogni probabilità del nome dell'altro
autore delle decorazioni, vale a dire il Guardassoni,
il cui nome sarebbe stato occultato, anche se in maniera
non del tutto efficace, dallo stesso Baldi che desiderava
probabilmente avere l'intero merito del lavoro (Fig.1).
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| Fig.
1: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, tempere murali, particolare del ritrovamento
della firma. |
La
decorazione della Chiesa è così composta:
nella navata vi sono sei altari, mentre nel presbiterio,
al quale si accede mediante quattro gradini di marmo,
si trova l'altare maggiore e due altari laterali. Nei
quattro pennacchi del catino del presbiterio, sono raffigurati
i quattro Evangelisti; nel cielo della navata si trovano
la Carità, la Speranza e la Fede; a fianco della
grande finestra della parete di fondo, sono raffigurate
la Pace e la Giustizia. I pregevoli ornamenti in stucco
furono completati dai fratelli Borrelli, in particolare
gli studi sull'edificio attribuiscono a questi autori
i decori dell'altare maggiore ed il cordone di fiori
e frutta che circonda l'interno della Chiesa.
STATO
DI CONSERVAZIONE
L'edificio, all'inizio dell'intervento di restauro,
si presentava in discreto stato di conservazione grazie
ai continui lavori di manutenzione delle strutture esterne
che hanno in gran parte salvaguardato le pareti e le
volte decorate a tempera dell'interno della Chiesa.
In alcune zone delle volte vi erano delle porzioni interessate
da vecchie infiltrazioni d'acqua, causa della caduta
e della consequenziale perdita di materiale originale.
Su tutta la superficie pittorica erano evidenti consistenti
ed uniformi depositi di natura organica ed inorganica
che alteravano le cromie delle decorazioni ed alcuni
limitati interventi di restauro, in corrispondenza del
catino del presbiterio, della fascia perimetrale inferiore
dell'edificio e di alcune cappelle laterali. Si trattava
per la maggior parte di interventi localizzati al fine
di reintegrare parti deteriorate.
Gli stucchi, a completamento delle ricche decorazioni
della Chiesa, erano altresì anneriti, e necessitavano
in più zone, di monitoraggio e pulitura, data
la mancanza di cure specialistiche. Infine, sempre per
quanto riguarda gli ornati in stucco, si notava che
le parti decorate in oro avevano un aspetto analogo
a quello della porporina alterata (Fig.2).
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| Fig.
2: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, tempere murali, generale della navata
centrale prima del restauro. |
L'
INTERVENTO DI RESTAURO
La
prima operazione che si è ritenuto opportuno
eseguire è stata un'indagine Georadar finalizzata
alla lettura del sottosuolo. Tale analisi si rivela
necessaria qualora si debbano installare strutture provvisionali
di una certa entità in un ambiente con probabili
vuoti nel terreno presente al di sotto del piano di
calpestio. In questo caso è stata effettuata
una accurata indagine estesa ai bacini sepolti in corrispondenza
dell'intera area dell'edificio e la planimetria che
ne è risultata è stata utilizzata per
operare un opportuno progetto e allestimento delle opere
provvisionali.
Il restauro è stato preceduto da un monitoraggio
di tutta la superficie per individuare le zone interessate
da problemi di sollevamento della pellicola pittorica
e distacchi dell'intonaco dal suo supporto. Per quanto
riguarda i sollevamenti della pellicola pittorica, si
è intervenuti con una soluzione di resina acrilica
in emulsione applicata con iniezioni sotto la pellicola
pittorica mentre per i distacchi dell'intonaco dopo
averli individuati autopticamente sulla superficie,
sono stati sanati con iniezioni in profondità
di malta alleggerita esente da sali solubili. La fase
successiva di rimozione dello sporco depositato in superficie
è stata effettuata a secco dato il buono stato
di conservazione della pellicola pittorica originale
e il tipo di depositi superficiali da rimuovere (Fig.3,
Fig.4).
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| Fig.
3:
Interno della Collegiata di San Giovanni Battista,
tempere murali, particolare della cupola durante
la rimozione dei depositi superficiali. |
Fig.
4: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, tempere murali e stucchi, particolare
del cornicione durante la rimozione di depositi
superficiali. |
Le
lacune del supporto sono state reintegrate con malte
compatibili con l'originale.
Infine si è proceduto con una tonalizzazione
dei limitati interventi di ritocco eseguiti in occasione
di vecchi interventi di manutenzione e con la reintegrazione
di piccole lacune con colori ad Acquerello.
Il restauro ha consentito il recupero cromatico dell'insieme
architettonico e pittorico della Chiesa reso possibile
anche grazie ai limitati e poco estesi interventi di
risistemazione eseguiti in epoche passate. Allo stato
attuale si può notare come la cromia dei decori
in stucco riprenda quella delle decorazioni passando
attraverso differenti tonalità di grigio e confondendo
le pitture con gli ornati. Con il restauro è
stato anche possibile riportare alla luce la ricchezza
di dorature, eseguite a foglia d'oro applicata a missione,
che avevano perso le loro caratteristiche a causa del
consistente deposito superficiale (Fig.5).
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| Fig.
5: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, particolare di superficie dorata dove
è ancora presente un tassello di sporco. |
Il
lavoro è stato condotto in modo da poter intervenire
su zone ampie che consentissero una uniformità
esecutiva. Va sottolineato che durante i lavori di restauro
la Chiesa ha continuato le sue funzioni, naturalmente
soltanto nei giorni non lavorativi, e questo ha imposto
di lasciare sempre delle zone libere dai ponteggi. A
questo scopo, e per poter lavorare mantenendo l'uniformità
necessaria, sono state progettate le fasi di intervento
e conseguentemente l'allestimento del ponteggio (Fig.6).
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| Fig.
6: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, tempere murali, ponteggi in opera. |
Si
è ritenuto opportuno suddividere l'allestimento
di quest'ultimo in due fasi. La prima fase di lavoro
con il relativo ponteggio ha interessato l'abside, i
transetti, la zona dell'altare e la soprastante cupola
centrale mentre nella seconda fase si è intervenuto
nella navata centrale e nelle cappelle laterali. Le
due strutture di ponteggio, sono state eseguite in modo
da sovrapporsi nella zona di raccordo permettendo così
di verificare costantemente l'uniformità delle
due zone di intervento (Fig.7, Fig.8, Fig.9).
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| Fig.
7: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, particolare di figura scultorea in stucco
dopo la pulitura. |
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| Fig.
8: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, tempere murali, generale dopo il restauro. |
Fig.
9: Interno della Collegiata di San Giovanni
Battista, tempere murali, generale dopo il restauro. |
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